Landolfi Petrone Giuseppe

Profilo del docente:

Ho studiato filosofia e ricerca filosofica a Napoli (“L’Orientale”) e a Roma (Magistero). Ho un dottorato di ricerca in Filosofia e politica (Napoli-Pisa).

Sono stato ricercatore di Filosofia morale (1999-2007) e attualmente sono ricercatore di Filosofia e teoria dei linguaggi.

Ho insegnato Filosofia moraleAntropologia filosofica e Filosofia della storia all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”.

Presso l’Università della Valle d’Aosta insegno Semiotica del turismo per il corso di Laurea magistrale in Lingue e culture per la promozione delle aree montane.

Sono uno studioso di Immanuel Kant, e in particolare della sua filosofia morale e della circolazione testuale in Italia nel corso dell’Ottocento. Ho curato alcune edizioni in italiano di testi kantiani.

Sulla circolazione e irradiazione delle opere di Kant in Italia ha da tempo avviato un progetto di ricerca specifico (www.kantiana.it).

Nell’ambito delle problematiche riguardanti l’etica applicata, mi sono occupato in passato di bioetica (come membro del Centro Interuniversitario di Ricerche di Bioetica di Napoli) e, attualmente, ho spostato il mio interesse verso l’etica della comunicazione. In quest’ambito di studio ho approfondito la storia delle teorie del linguaggio e, in particolare, il dibattito sull’origine del linguaggio, considerato sotto il profilo storico e multidisciplinare. Il nucleo di questi studi è una prospettiva antropologica che intende riscoprire l’interesse scientifico e filosofico della dimensione pratico-pragmatica dell’uomo.

La natura simbolica del linguaggio mi hai poi spinto a occuparmi di semiotica, sia sotto il profilo teorico che sotto il profilo pragmatico, specie in campo turistico.

Sono membro della Kantgesellschaft, della Società di Studi kantiani, della Società Italiana di Filosofia del Linguaggio, della Società Italiana di Studi sul XVIII Secolo, dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici.
I miei filosofi preferiti (bisogna sempre averne qualcuno) sono Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Giambattista Vico, Immanuel Kant e Benedetto Croce: anche da questo, forse, si capisce che sono un meridionale.

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