- Quadro settoriale:
Il progetto, pienamente afferente ai temi di ricerca propri del settore M Ped 01, si articola in due sezioni, a coprire l’arco di vita infanzia-adultità.
a) La prima, relativa al bambino e alla pedagogia dello sviluppo, intende offrire un rilievo internazionale alla ricerca che in questi anni si è sviluppata in Valle d’Aosta presso le cattedre di carattere pedagogico. Si tratta di realizzare un volume, da proporre sul mercato internazionale, tradotto in due versioni, per l’area francofona e anglofona, attraverso cui presentare gli apporti più significativi della pedagogia italiana di settore, in particolare traguardando le tematiche sociali ed epistemologiche che sono alla base delle attuali questioni della pedagogia dell’infanzia.
b) La seconda ricerca, – sempre riconducibile al progetto generale -, che confluirà in un volume in via di progettazione, intende delineare teorie, ambiti e azioni finalizzati a promuovere la crescita della persona in una prospettiva diacronica e permanente. Non un modello evolutivo rigidamente stadiale e progressivo, dunque, bensì teorie personologiche dal respiro più indeterministico, focalizzate sul processo della costruzione del significato, della ‘restaurazione del senso’ (Ricoeur), dell’intenzionamento del mondo in termini soggettivi e personali (Mencarelli). In quest’ottica anche gli incidenti dell’esistere, i suoi inceppamenti, i fallimenti relazionali e comunicativi divengono occasioni di crescita, purché intenzionalmente assunti in un’ottica progettuale consapevolmente formativa. Ecco allora che azioni eminentemente pedagogiche quali orientare, consigliare, ascoltare, mediare, prendersi cura, incoraggiare, condurre/guidare, liberare/decondizionare, comprendere, interpretare divengono centrali in una trasversalità professionale che contraddistingue la relazione andragogica a tutti i suoi livelli operativi ed ermeneutici, in contesti formali o informali, in situazioni scolastiche, di counseling o in altri contesti di mediazione .
Sfondi teorici:
1) Relativamente alla prima sezione:Storia della pedagogia: Agazzi, Montessori.Psicologia dell’educazione: Piaget, Bruner, Vygostskij, Anna Freud, Dolto, Analisi Transazionale. Filosofia dell’educazione: Focoult, Massa, Mariani, Fadda.Pedagogia teorica: Aldo Agazzi, Bertolini, Ciari, Frabboni, Malaguzzi, Mencarelli, Scurati.
2) Relativamente alla seconda sezione: C. Rogers:Accettare, ascoltare, comprendere. I cardini della relazione educativa. V. Frankl: La costruzione del significato come intenzionamento del mondo.T. Romanini: Costruirsi persona. M. Buber Per una pedagogia dialogica
Azioni
I. Relativamente alla prima sezione:
La ricerca intende traguardare un complesso di tematiche che ricade negli ambiti d’interesse della pedagogia dell’infanzia, inteso sì come sapere autonomo, ma pur sempre riconducibile ai canoni della pedagogia generale, nella sua consistenza inter-multi disciplinare. In particolare il primo e il secondo capitolo del volume in questione analizzano le caratterizzazioni epistemiche della pedagogia dell’infanzia, non disgiungendole da quei bisogni sociali – oggi sempre più avvertiti – che l’hanno originata. Il terzo capitolo, invece, scandaglia l’aspetto metodologico, incrociandolo con il tema delle professioni educative. Categorie centrali della formazione umana – la cura, l’intenzionalità, il gioco, l’autoriflessività – vengono declinate nella loro componente professionalizzante, quindi di piena validazione dei saperi che qualificano l’azione educativa rendendola effettivamente pedagogica, quindi congruente con le disposizioni e gli interessi del bambino. L’ultimo capitolo, infine, incrocia il tema dell’innovazione istituzionale con quelli della supervisione, dell’autoformazione e della valutazione evidenziando come asili nido e scuole dell’infanzia, intrinsecamente, siano istituzioni a rischio, quindi sempre esposte alle derive della dequalificazione professionale, del deragliamento assistenziale e dell’assenza di senso e d’intenzionalità
II. Relativamente alle seconda sezione:
Dopo la tematizzazione teorica e la costruzione di un quadro concettuale comune la seconda fase della ricerca intenderà delineare alcune azioni pedagogiche che contraddistinguono la relazione di aiuto. Queste, pur nella loro portata generale, talvolta, presentano così vaste implicazioni operative da configurarsi come pratiche pedagogicamente autonome, che danno luogo a professionalità specifiche e a setting professionali ben delineati. In questo senso ogni specifica sezione di ricerca sarà suddivisa in due parti ben definite: la prima volta a illustrare come l’azione (comprendere, orientare, mediare, consigliare, liberare/decondizionare) agisca all’interno della relazione pedagogica/andragogica, la seconda, invece, volta a dettagliare la funzione educativa assolta dall’operatore all’interno degli specifici ambienti formativi: l’orientamento/orientatore; la mediazione/il mediatore; il counseling/counselor; la formazione continua/coach; il decondizionamento/l’educatore di comunità; la supervisione educativa/il supervisore.
Fanno eccezione a questa strutturazione le due azioni ascoltare e comprendere, che costituiscono elementi trasversali teoreticamente autonomi, quindi sganciati da forme di specifica applicazione/professionalizzazione.
Lo scopo di questa seconda parte della ricerca è la valorizzazione di quella connessione riflessiva che lega (o dovrebbe legare) la ricerca pedagogica con l’innovazione educativa delineando percorsi di reciproco riconoscimento e autenticazione. In questo senso è da leggersi il terzo capitolo, che costituisce la risultante operativa di tutte quell’insieme di funzioni, teorie e azioni precedentemente dissodate all’interno del volume.
Esperienze
Il modello teorico cui perverrà la ricerca sarà impiegato nella lettura di due esperienze paradigmatiche, che fungeranno da case study: Il centro di counseling di Via Petrarca di Genova e la progettazione di uno sportello per la prevenzione del drop out nella scuola secondaria.
2. Obiettivi:
a) Per quanto attiene la prima sezione – infanzia – la ricerca si propone di:
– aumentare il grado di permeabilità della cultura pedagogica italiana in ambito internazionale;
– divulgare le ricerche sviluppate in Valle nell’ultimo quinquennio;
– approfondire e consolidare la sensibilità sul tema infanzia in seno alla cultura accademica italiana e internazionale.
b) Per quanto attiene la sezione adultità il progetto si prefigge i seguenti obiettivi:
– Esplorare e decostruire le principali teorie circa l’educabilità umana utilizzando prioritariamente le teorie elaborate in sede di psicologia umanistica al fine di verificare la congruenza pedagogica delle principali agenzie che si occupano di formazione ed educazione continua (famiglia, scuola, territorio, centri di counseling) con questo orizzonte epistemologico;
– analizzare il tema della relazione educativa con l’adulto nella prospettiva interdisciplinare, con ricadute in ambito istituzionale scolastico ed extrascolastico.
Il criterio della continuità dei processi della formazione, di raccordo tra le due indagini, intende traguardare un processo di ricerca dall’orizzonte diacronico comprendente le diverse fasi della vita, con una particolare focalizzazione sui processi dell’autonomizzazione del bambino nella prima e nella seconda infanzia e dell’adulto, tanto come conseguimento di quel demonismo esistenziale che consente l’autoprogettazione, l’autoorientamento e l’autorascendenza quanto quei processi dal carattere più formalizzato che, nei processi dell’ autoriflessività del docente si accompagnano alla supervisione ed alla clinica della formazione.
Unitariamente per i due segmenti della ricerca si intende:
– Affinare la ricerca teorica del settore;
– accompagnare eventuali processi di innovazione istituzionale nelle istituzioni educative (infanzia) e di counseling (scuole secondarie di secondo grado, centri d’ascolto, volontariato);
– contribuire al dibattito scientifico del settore connettendo la ricerca con quelle svolte in sede nazionale ed internazionale;
– contribuire al rilancio del dibattito inerente le professionalità educative.
3. Eventuale area geografica interessata dal progetto di ricerca:
Relativamente alla prima sezione si farà esplicito riferimento all’esperienza concreta della continuità educativa, a partire dal convegno su quest’ultimo tema tenutosi ad Aosta nel quadro della convenzione stipulata dalla facoltà con l’Assessorato alla Sanità, per quanto concerne invece la seconda sezione il contesto della Valle d’Aosta sarà rappresentato dall’istituto M. Adelaide, per quanto concerne lo studio di caso.