Conferenza in Biblioteca regionale in occasione della Giornata della Memoria 2026

Sarà Paolo Gheda, professore associato di Storia Contemporanea presso l’Università della Valle d’Aosta, a intervenire durante la conferenza L’antisemitismo in Sudafrica negli anni della Shoah.

L’evento, organizzato dall’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta con il patrocinio dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta, si svolgerà martedì 27 gennaio alle ore 18 presso la Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta. A introdurre la conferenza sarà Rosalba Dondeynaz, direttrice dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta.

La relazione si concentrerà sull’evoluzione dell’antisemitismo in Sudafrica durante gli anni della Shoah, un periodo caratterizzato dalla crescita di movimenti nazionalisti afrikaner di ispirazione filonazista, come l’organizzazione Ossewabrandwag. Verranno analizzate le leggi discriminatorie degli anni Trenta, tra cui l’Aliens Act del 1937, che limitarono fortemente l’immigrazione degli ebrei in fuga dall’Europa. Particolare attenzione sarà dedicata al paradosso di uno Stato che, pur essendo entrato ufficialmente in guerra al fianco degli Alleati nel 1939 sotto la guida di Jan Smuts, conobbe al proprio interno una crescente radicalizzazione ideologica, volta a saldare il suprematismo bianco con l’odio antiebraico. Questo clima verrà messo in relazione con la successiva ascesa del National Party nel 1948 e con il consolidamento del sistema segregazionista. Infine, l’intervento approfondirà la risposta della comunità ebraica sudafricana di fronte alla minaccia del cosiddetto fascismo grigio dei Gryshemde e al genocidio della Shoah.

Sempre martedì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, il Prof. Gheda incontrerà studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado. L’incontro si terrà al mattino, alle ore 10, presso il Salone regionale di Piazza Deffeyes.

Nel 1948, mentre la Shoah aveva appena sconvolto la coscienza occidentale, la comunità sudafricana reagì con una forte sensibilità verso ogni forma di persecuzione, e la nascita dello Stato di Israele suscitò un intenso dibattito identitario e politico tra gli ebrei del Paese. Nello stesso anno il Sud Africa inaugurò il regime dell’apartheid, all’interno del quale l’antisemitismo assunse una configurazione peculiare: non costituì una politica ufficiale, ma riemerse come residuo ideologico nella destra nazionalista afrikaner. Ambienti estremisti riattivarono retaggi di scientific racism e narrative complottiste, mentre l’establishment ebraico adottò strategie prudenti per timore di nuove ostilità. Parallelamente, una parte significativa degli ebrei sudafricani interpretò la memoria della Shoah e l’emergere di Israele come richiami morali che li condussero a opporsi all’apartheid, culminando nell’impegno di figure come Helen Suzman. L’antisemitismo dell’epoca apparve così come un fenomeno discorsivo intermittente, rivelatore delle tensioni identitarie e delle dinamiche razziali del secondo Novecento sudafricano.”

L’antisemitismo in Sudafrica negli anni della Shoah
Conferenza aperta al pubblico: ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.
Info: Biblioteca regionale Bruno Salvadori, via Torre del Lebbroso 2, Aosta.
Tel. 0165-274802 / e-mail: brao-cultura@regione.vda.it

26/01/2026

Salva