Sexting con l’IA: uno studio italiano per esplorare il fenomeno

Sexting with AI: Emerging Questions and Preliminary Evidence from Italy è il titolo dello studio pubblicato nel mese di ottobre dal team di ricerca della Sapienza Università di Roma e dell’Università della Valle d’Aosta, che ha indagato il fenomeno emergente dell’AI sexting, ovvero lo scambio di messaggi a contenuto sessuale con chatbot basati sull’intelligenza artificiale.
Sexting with AI: Emerging Questions and Preliminary Evidence from Italy è il titolo dello studio pubblicato nel mese di ottobre dal team di ricerca della Sapienza Università di Roma e dell’Università della Valle d’Aosta, che ha indagato il fenomeno emergente dell’AI sexting, ovvero lo scambio di messaggi a contenuto sessuale con chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Lo studio offre alcune delle prime evidenze empiriche raccolte in Italia su questa nuova forma di interazione digitale, approfondendo le modalità di utilizzo delle piattaforme di AI e le caratteristiche psicologiche associate al fenomeno.
La ricerca è stata condotta dal docente Antonio Chirumbolo, professore di Psicometria presso la Sapienza, dalla dottoranda Alessandra Ragona e dalla ricercatrice Mara Morelli, anch’esse della Sapienza, dalla docente Elena Cattelino, professoressa di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione, e dall’assegnista di ricerca Lia Ruggeri, entrambe dell’Università della Valle d’Aosta.
Ai componenti di un campione di 378 giovani adulti italiani (18-35 anni) è stato chiesto di compilare un sondaggio online anonimo relativo alle pratiche di sexting con IA. L’8,7% ha riferito di aver praticato sexting con l’intelligenza artificiale (33 partecipanti). Di questi, il 75,8% era di sesso maschile, mentre, rispetto all’orientamento sessuale, i partecipanti risultavano quasi equamente distribuiti tra individui esclusivamente eterosessuali e non esclusivamente eterosessuali.
Analisi correlazionali esplorative hanno individuato associazioni significative tra questo comportamento e alcune caratteristiche psicologiche, in particolare la ricerca di sensazioni sessuali (sexual sensation seeking) e l’uso problematico della pornografia online, valutate utilizzando rispettivamente le versioni in italiano della Sexual Sensation Seeking Scale (SSS) e della versione breve del Cyber Pornography Use Inventory (CPUI-9).
Tali risultati, seppur preliminari, contribuiscono a delineare un fenomeno ancora poco conosciuto, che richiede approfondimenti per evitare interpretazioni semplicistiche o patologizzanti. Infatti, a fronte della crescente attenzione sociale, la produzione scientifica sul tema rimane ancora limitata.
“L’intelligenza artificiale sta entrando anche nella sfera dell’intimità e della sessualità, aprendo nuove domande per la ricerca psicologica. Il nostro lavoro offre un primo contributo alla conoscenza del sexting con i chatbot nel contesto italiano – spiegano gli autori e le autrici dello studio -. I risultati sono preliminari e non generalizzabili, ma invitano ad approfondire le motivazioni e i significati di queste esperienze, senza giudizi preconcetti. Saranno necessari ulteriori studi per comprendere come tali interazioni si inseriscano nella vita delle persone e quali implicazioni possano avere per il benessere e le relazioni”.
Attualmente la maggior parte delle piattaforme di IA conversazionale utilizzate per interazioni intime o sessuali è stata sviluppata principalmente per utenti anglofoni. L’obiettivo dello studio è offrire un contributo empirico iniziale, anche in ambito italiano, che possa concorrere a gettare le basi descrittive del fenomeno in diversi contesti culturali e linguisticamente diversificati.
Sexting with AI: Emerging Questions and Preliminary Evidence from Italy (Riferimenti: Ragona, A., Chirumbolo, A., Ruggeri, L., Cattelino, E., & Morelli, M. (2026).