La figura del Consulente del Lavoro e i requisiti per accedere alla professione
Il Consulente del Lavoro è il professionista specializzato nella gestione dei rapporti di lavoro e della fiscalità dove le risorse umane sono il fattore strategico di sviluppo. È parte attiva nella mediazione civile e commerciale e svolge il ruolo di garante dei diritti del lavoratore subordinato. È partner strategico tra imprese, lavoratori e disoccupati in ambito di politiche attive.
Le attività del Consulente del Lavoro spaziano tra:
la gestione degli aspetti contabili, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali e sociali del rapporto di lavoro;
l’assistenza e rappresentanza dell’azienda nelle vertenze extragiudiziali, in sede di contenzioso con gli enti previdenziali e di contenzioso tributario;
l’asseverazione della regolarità contributiva e retributiva delle imprese nella gestione del rapporto di lavoro;
l’assistenza sulla formazione in ambito della sicurezza sul lavoro e sulla nomina di un responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
la promozione di attivazione di progetti di welfare aziendali;
l’assistenza dei lavoratori in ambito di pensioni e consulenza previdenziale.
Per accedere alla professione di Consulente del Lavoro è necessario:
possedere una laurea triennale o quinquennale riconducibile agli insegnamenti di giurisprudenza, economia, scienze politiche, ovvero il diploma universitario o la laurea triennale in consulenza del lavoro;
effettuare un periodo di praticantato presso lo studio professionale di un Consulente del Lavoro, di cui sei mesi anche durante il corso di studio;
superare l’esame di stato per ottenere l’abilitazione.